Sì, in Italia esistono diverse tasse sulla casa, e si applicano in momenti diversi: quando si compra, ogni anno che si possiede l’immobile, se lo si affitta, e quando eventualmente lo si vende. Nessuna di queste è fuori dal comune rispetto ad altri paesi, ma conoscerle tutte in anticipo evita sorprese.
Le tasse quando si compra
Comprando da un privato, il costo principale è l’imposta di registro: il 9% del valore catastale per una seconda casa (minimo 1.000 euro), più imposta ipotecaria e catastale fisse da 50 euro ciascuna. Comprando da un’impresa costruttrice cambia tutto — si applica l’IVA, e imposta di registro, ipotecaria e catastale diventano fisse a 200 euro ciascuna.
Le tasse ogni anno: IMU e TARI
L’IMU (Imposta Municipale Unica) è la principale imposta annuale sulla casa in Italia. L’abitazione principale non di lusso è esente. Una seconda casa viene tassata con un’aliquota standard dello 0,86% sul valore catastale rivalutato, anche se ogni comune può fissare la propria aliquota tra lo 0,46% e l’1,06% — le grandi città come Roma o Milano tendono ad applicare la fascia più alta. L’IMU si paga in due rate, il 16 giugno e il 16 dicembre. A questa si aggiunge la TARI, la tassa sui rifiuti, dovuta da chi occupa l’immobile, calcolata su metratura e tariffe comunali.
Le tasse se si affitta l’immobile
Il reddito da locazione può essere tassato con le aliquote IRPEF ordinarie, oppure con la cedolare secca, l’imposta sostitutiva a tassazione fissa che la maggior parte dei proprietari preferisce per la sua semplicità. Con le regole attuali del 2026, la cedolare secca sugli affitti brevi è del 21% sul primo immobile locato e sale al 26% dal secondo in poi — e un privato può gestire al massimo due immobili in questo modo prima che l’attività di affitto breve debba essere registrata come impresa.
Le tasse quando si vende
Se si vende dopo più di cinque anni dall’acquisto, o l’immobile è stato abitazione principale per la maggior parte del periodo di possesso, l’eventuale plusvalenza non è tassata. Fuori da questi casi, si può scegliere tra la tassazione IRPEF ordinaria o un’imposta sostitutiva fissa del 26%, pagata direttamente al notaio in sede di rogito — le spese documentate (imposta di registro, parcella notarile, provvigione dell’agenzia, fatture di ristrutturazione) riducono la plusvalenza tassabile, quindi conservare la documentazione conta.
Come Dimora Realty rende tutto questo gestibile
Niente di tutto questo va seguito manualmente, tanto meno dall’estero. Il nostro team di Servizi amministrativi e legali coordina notaio, adempimenti fiscali e documentazione in ogni fase dell’acquisto o della vendita, così che non sfugga nulla. Una volta acquistato l’immobile, il Property management tiene sotto controllo redditi da locazione, dichiarazioni per la cedolare secca e scadenze ricorrenti, con una reportistica trasparente — per sapere sempre esattamente a che punto si è, indipendentemente da dove ci si trovi.
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